Castello Nobili Vitelleschi

 

STORIA

 

«
DOVE SIAMO
IL CASTELLO
ALLOGGIO
OFFERTE E LAST MINUTE
RICEVIMENTI
EVENTI
LE CANTINE
LE PIETRE
STORIA
CONTATTI
NEWS

 

 

MEDIOEVO

Correva l'anno 956 quando Ottone I di Germania infeuda e concede ad Aldobrandino de 'Nobili il borgo di Labro ed altri 13 castelli e insediamenti ancora nella contrada del Ducato di Spoleto e il contado di Rieti, dichiarando nell'investitura Labro per "capo e metropoli" e dando per arma l'aquila negra con testa coronata.

E' difficile stabilire quale fosse l'importanza di Labro nello scenario politico-miltare dell'epoca, ma si sa per certo che,per circa quattro secoli e data la sua particolare posizione al confine tra papato e impero, il castello è stato protagonista di innumerevoli e continue battaglie. E fu proprio a causa di una di queste guerre, e in seguito alla scomunica, che la famiglia de' Nobili, nel '400 circa, ne perde la signoria.

La revoca della scomunica (papa Sisto IV, l'originale della bolla datata1476 è tuttora conservata negli archivi della famiglia) prevedeva che al posto del "mastio' ( una torre altissima che sorgeva nella parte alta del castello e dalla quale si poteva scrutare tutto il cuore d'Italia), fosse visibile un campanile e che la dove erano conservate le armi si edificasse una chiesa. Alla famiglia rimase il titolo e la cinta muraria sulla quale Giordano de'Nobili edificò l'attuale palazzo forte, tuttora di proprietà della famiglia. Nel 1575 Girolamo de 'Nobili spoasa Virginia, ultima discendente dei Vitelleschi. Le due famiglie si fondono dando vita ai (de) Nobili-Vitelleschi e uniscono gli stemmi: aquila coronata e pesce (de'Nobili), gigli e vitelli (Vitelleschi).

DAL '500 AL 2° DOPOGUERRA

Dopo questi fatti Labro passa da protagonista....a spettatore, e forse questo è uno dei motivi per i quali il paese è rimasto sostazialmente inalterato rispetto a 500 anni fa.

La "decadenza" lo ha estraniato dai fatti che hanno caratterizzato l'Europa negli ultimi secoli. I cambiamenti politici, sociali e tecnologici hanno influenzato solo in parte il paese che, in pratica, si è adeguato senza doversi modificare. I rischi maggiori Labro li ha corsi durante e subito dopo la seconda guerra mondiale.

Durante un rastrellamento, avvenuto in seguito all'uccisione di un ufficiale tedesco da parte dei partigiani, furono messi al muro più di 50 uomini del paese, tra questi il marchese Pietro Nobili -Vitelleschi. E fu grazie all'intervento di quest'ultimo e di sua moglie Giovanna che l'esecuzione non ebbe luogo. Da un lato la marchesa Giovanna, oltre a parlare fluentemente il tedesco, era abituata alla diplomazia (suo marito era console) e riuscì così a sospendere la fucilazione. Dall'altro il Marchese Pietro offrì, in cambio della liberazione degli uomini del paese, la propria vita sei tedeschi avessero scoperto, tra gli uomini del paese, qualche partigiano.

Finita la guerra anche a Labro, come in altri paesi della zona, si verificò il fenomeno dell'immigrazione che poteva portare all'abbandono totasle del paese.

LABRO OGGI

Il rischio dell'abbandono o peggio dell'urbanizzazione scriteriata finì negli anni sessanta. In quel periodo quasi tutta la famiglia Nobili-Vitelleschi si trova in Brasile, dove si era trasferita nell'immediato dopoguerra, ad eccezione di Ottavia Nobili-Vitelleschi, quarta figlia di Pietro e Giovanna, la quale viveva in Belgio, paese di origine del marito AimeéVercuisse.

In uno dei loro numerosi viaggi in Italia, Ottavia e Aimeé, fecero conoscere Labro ad un gruppo di Belgi i quali riconoscendo la bellezza del posto,acquistarono numerose abitazioni ed affidarono i lavori di restauro all'architetto Ivan Van Mossevele. Il risultato di questo lavoro, al quale ha partecipato attivamente la popolazione del paese, è ciò che vediamo oggi. Ciò che vediamo oggi èdovuto al fatto che, il rispettoe perché no l'amore per il posto abbia avuto, una volta tanto, il sopravvento sulla speculazione.

 

DATE IMPORTANTI

- 956: prima del mille: Aldobrandini de'Nobili riceve da Ottone I di Germania Labro e altri 13 castelli, nonché altri insediamenti nella contrada di Spoleto e nel Contado di Rieti e lo stemma con aquila coronata e pesce.

- 1476: la revoca della scomunica (papa Sisto IV) con l'abbattimento del "mastio" del castello e successiva costruzione delle mura di cinta dell'attuale castello.

-1575: Girolamo de 'Nobili spoasa Virginia, ultima discendente dei Vitelleschi. Le due famiglie si fondono dando vita ai (de) Nobili-Vitelleschi e uniscono gli stemmi: aquila coronata e pesce (de'Nobili), gigli e vitelli (Vitelleschi).

- II° Guerra mondiale: Pietro e Giovanna Nobili-Vitelleschi salvano gli abitanti di Labro dalla rappresagli nazista.

- Anni sessanta: Ottavio Nobili-Vitelleschi e Aimeé Vercruisse fanno conoscere Labro ad un gruppo di belgi che, dopo aver acquistato alcune abitazioni, iniziano il restauro del paese affidando i lavori all'architetto Ivan Van Mossevele.

- 1984: Riccardo e Ludovica Nobili-Vitelleschi ritornano dal Brasile con la propria famiglia e si stabiliscono a Labro dove tuttora vivono e rendono vivo il castello.

 

 

 

 

 

 

Nessuna parte del sito può essere trasmessa o riprodotta

© 2009 - 2010 Nobili Vitelleschi

Foto di Massimo Cutrupi e Francesca Molè